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Scuola Giovanni Pascoli, 2° CLASSIFICATO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO GIOVANNI PASCOLI, CONCORSO, 2° CLASSIFICATO

Concorso, 2017, QB Atelier + Arch. Giulia Chiummiento + Ing. Matteo Camporesi

PROGETTO SECONDO CLASSIFICATO

1. Progettare sull’esistente. Obiettivi di progetto

Intervenire sul costruito significa trovare il giusto equilibrio tra potenzialità-limiti dell’esistente e nuove esigenze al fine di costruire un nuovo luogo capace di accogliere e supportare le esperienze degli utenti, in questo caso alunni, professori, personale tecnico e personale esterno che può usufruire degli spazi della scuola.

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Il progetto proposto nasce da una conoscenza profonda del manufatto reale nei suoi aspetti spaziali, strutturali e morfologici e sulle nuove esigenze didattiche.

Su queste basi è stata impostata la strategia di intervento, che da una parte ha l’obiettivo di valorizzare le peculiarità del manufatto, dall’altra rifunzionalizzare ed adeguare la struttura alle normative vigenti.

Il progetto mira ad ottenere questi risultati attraverso un intervento, sul manufatto preesistente, leggero, reversibile, mirato, compatibile con le esigenze di conservazione, capace di integrarsi in maniera armonica con la preesistenza senza imporre inutili virtuosismi e gesti architettonici, garantendone così qualità spaziale e fattibilità economica.

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 2. Progettare sull’esistente. Metodologia e azioni progettuali

Lavorare sull’esistente significa lavorare su:

Accessibilità

Il contemporaneo deve essere un luogo accessibile per tutti. Per noi Accessibilità significa includere in maniera armonica, senza differenziare, lavorando sulla sezione, con superfici continue, integrando i sistemi e, così, integrando le persone.

Per raggiungere tale obiettivo il progetto ripensa i principali punti di discontinuità dell’edifico, ovvero l’ingresso principale da via Duchessa Jolanda e il dislivello del piano mezzanino trasformando il dislivello da limite in potenzialità per un nuovo spazio “pubblico”.

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Valorizzazione e reversibilità

L’intervento sull’esistente obbliga a conoscere l’edifico. Valorizzare significa per noi esaltare con il minimo intervento le spazialità e le caratteristiche esistenti con interventi reversibili. A tal fine il progetto proposto lavora con elementi essenziali che permettono di riorganizzare lo spazio, adeguandolo alle nuove esigenze della didattica ma allo stesso tempo infrastrutturandolo per accogliere anche futuri usi diversi da quelli oggi previsti.

Le nuove pareti attrezzate aprono lo spazio aumentando la luminosità naturale degli ambienti e permettendo di ricavare numerosi vani dove poter contenere materiali didattici.

Le pareti mobili garantiscono la possibilità di avere al contempo spazi dalle dimensioni “tradizionali” e spazi più ampi, adeguabili alle esigenze della didattica.

Integrazione

La sempre maggior complessità del processo edilizio obbliga a gestire in termini architettonici un ampio quadro di tematiche che comprendono la forma strutturale, gli impianti, il programma funzionale, ecc.

Integrare significa per noi concepire tutti questi aspetti in maniera complessa, controllando e gestendo le interazioni tra le parti. Il progetto elabora queste tematiche valorizzando la struttura compositiva degli spazi esistenti e propone la rilettura attraverso gli interventi di allestimento. L’inserimento delle pareti armadiate-flessibili e dei controsoffitti permette di raccogliere e integrare i supporti alla didattica in modo ordinato, potendo così liberare lo spazio.

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Ibridazione e flessibilità

Ogni spazio deve essere espressione di un ampio quadro di esigenze. Ibridare significa per noi costruire luoghi polivalenti, aperti, flessibili, innovativi, camaleontici, capaci di accogliere diversi usi e di trasformarsi facilmente.

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