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Se non sono gigli

Allestimento per il concerto “Se non sono Gigli”, Teatro di Copparo

Installazione, 2012, QB Atelier

PROGETTO REALIZZATO

La scenografia progettata per lo spettacolo “Se non sono gigli”, tributo a Fabrizio De Andrè, risponde alla volontà di enfatizzare il percorso culturale affrontato dal concerto: raccontare le storie di vita di persone comuni che attraverso la poesia divintano uniche e straordinarie.

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Sono riferimenti a individui fantasticamente comuni, che, grazie alla loro straordinaria umanità, creano un collegamento diretto con la vita reale. La riconoscibilità del loro profilo ci conduce nel ricercare questa “comune unicità” in ciascuno di noi. Per rafforzare questo concetto attraverso la scenografia abbiamo pensato di utilizzare delle sagome bianche posizionate sul palco e nella platea.

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La figura umana, stereotipata dalla standardizzazione commerciale, diventa icona neutrale capace di offrire a ciascuno un’identificazione. Ogni sagoma è caratterizzato da un dettaglio che lo rende estremamente riconoscibile (maglietta, cappello, pantaloni, borsa, ecc…) permettendo l’enfatizzazione delle diversità intrinseche ad ogni individuo che inizialmente appare simile a tutti gli altri. La presenza delle sagome sul palco e nella platea genera un forte legame tra musici e spettatori: siamo tutti parte di un unico spettacolo, siamo tutti “vittime di questo mondo”. La scena è ulteriormente caratterizzata da una successione di teli tesi verticalmente ed ancorati dalla seconda e terza americana a terra, che dividono il palco in due settori, generando profondità allo spazio di esibizione. Questi coprono le sagome bianche presenti sul palco e, data la natura semitrasparente del materiale, ci permettono, in relazione ai differenti tipi di illuminazione, di creare diverse atmosfere durante l’esibizione. Il risultato chiaroscurale delle ombre che genera l’ingrandimento della figura illuminata, sottolinea come, degli oggetti piccoli e insignificanti possano diventare evidenti gigantografie che accompagnando la musica. Tutto ciò richiama ancora al significato dello spettacolo e la volontà di sostenere l’attenzione “deandreiana” verso “i poveri diavoli”. I “Senzapretese” vestiranno di nero e ciascun componente, come i manichini, avrà un accessorio monocromatico che lo distingue e lo caratterizza.

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